Migliorare l’aderenza terapeutica attraverso la relazione medico paziente

Il paziente arriva in studio, a volte accompagnato da un familiare. Annuisce mentre il medico illustra la terapia, dice di aver capito. A distanza di un mese torna e ha preso i farmaci in dosi o orari sbagliati o ha addirittura sospeso la terapia.
La mancata aderenza alla terapia è una vera e propria emergenza che vede in prima linea i medici di medicina generale. Su 1.500 pazienti seguiti da ciascun medico di famiglia, infatti, 600 in media sono affetti da patologie croniche, secondo le stime diffuse dalla SIMG. Di questi, 1 su 2 non segue la terapia in modo adeguato.
Quali azioni può intraprendere quindi un medico di medicina generale per migliorare l’aderenza alla terapia?

 

INDICE DEI CONTENUTI
Scarsa aderenza terapeutica: numeri
Le cause della mancata aderenza alla terapia
Come migliorare l’aderenza terapeutica
Le tecnologie che semplificano la relazione medico paziente

 

Scarsa aderenza terapeutica: numeri

Le malattie croniche colpiscono il 40% della popolazione italiana e, stando ai dati OMS, rappresentano la prima causa di morte, provocando ogni anno l’86% dei decessi. Eppure, circa il 50% dei pazienti non assume i farmaci in maniera conforme alla prescrizione medica.

I Rapporti Osmed offrono una misura del problema, segnalando che:

  • poco più della metà dei pazienti affetti da ipertensione arteriosa e osteoporosi assume il trattamento antipertensivo con continuità
  • meno della metà dei pazienti aderisce alla terapia per diabete di tipo II
  • l’aderenza alle terapie per insufficienza cardiaca oscilla tra il 36% e il 40%
  • tra i pazienti affetti da asma e BPCO solo il 18% segue correttamente le prescrizioni del medico

Le cause della mancata aderenza alla terapia

Diverse sono le cause identificate alla base della scarsa aderenza terapeutica:

  • Presenza di disturbi cognitivi e psicologici
  • Scarsa consapevolezza della malattia
  • Complessità della terapia legata alla quantità di farmaci assunti che, soprattutto nel
    caso degli anziani, sono spesso legati a più patologie
  • Durata del trattamento
  • Paura degli effetti collaterali dei farmaci
  • Difficoltà del paziente a percepire l'effetto positivo del trattamento o aspettative errate sui tempi di azione e i benefici
  • Mancanza di conoscenza sulla malattia da parte del paziente
  • Scarsa fiducia del paziente verso le aziende farmaceutiche
  • Presenza di barriere al trattamento, rappresentate ad esempio dal costo dei farmaci

Come migliorare l’aderenza terapeutica

La scarsa aderenza alle terapie è un problema complesso che risente di numerosi fattori, molti dei quali non direttamente controllabili dal medico. Ci sono tuttavia delle aree di miglioramento su cui il medico, specie se di medicina generale, può fare molto.

Il Manifesto per l’aderenza alla terapia farmacologica sul territorio italiano, ad esempio, pone l’accento sul miglioramento della relazione medico paziente per innescare la cosiddetta “aderenza da camice bianco”, che determina una maggiore compliance del paziente nei 5 giorni precedenti e successivi la visita medica e, come è stato documentato da numeri studi, è correlata a una relazione positiva ed empatica con il medico.

Tra i fattori indicati per migliorare la comunicazione tra medico e paziente viene indicato l’utilizzo di un linguaggio chiaro e comprensibile sia per illustrare la patologia, sia per indicare le diverse opzioni terapeutiche. Stimolare il paziente a fare domande e chiedergli di ripetere a parole proprie quanto detto dal medico - secondo l’approccio teach-back - aumenta la comprensione.

Nella spiegazione e nel monitoraggio della terapia è necessario porre particolare attenzione agli effetti collaterali. Mentre il medico dà per scontato che potrebbero presentarsi, il paziente va sensibilizzato e seguito, rivedendo la terapia quando necessario.

Tenere conto dello stile di vita del paziente e mostrare empatia verso le difficoltà nel seguire il trattamento, evitando un atteggiamento giudicante, sono ulteriori fattori che favoriscono l’aderenza alla terapia.

Le tecnologie che semplificano la relazione medico paziente

Un ulteriore elemento che migliora l’aderenza terapeutica è fornire del materiale di supporto, per aiutare il paziente a ritrovare e memorizzare le informazioni ricevute dal medico. Utile quindi lasciare al paziente del materiale cartaceo, oppure utilizzare un sistema di messaggistica attraverso il quale ritrovare tutti i messaggi chiave della comunicazione sul trattamento affrontati con il medico.

La chat integrata di MioDottore Pro, ad esempio, consente di inviare tutte le informazioni al paziente durante la visita, così che possa facilmente consultarle. A differenza di WhatsApp e degli SMS, è un sistema sicuro, che tutela la privacy del paziente, in linea con le norme sul GDPR.

Tra i fattori che influiscono negativamente sulla comunicazione medico paziente c’è sicuramente il carico di lavoro. In media a livello nazionale ogni medico di medicina generale ha un carico potenziale di 1.200 pazienti. Gestire le visite, le prescrizioni, le emergenze e le continue chiamate è un’impresa a dir poco ardua. Dove trovare il tempo da dedicare a una comunicazione attenta ai bisogni dei pazienti?

Anche da questo punto di vista la tecnologia può rappresentare un’alleata preziosa. Un gestionale come MioDottore consente al medico di risparmiare fino a 10 ore a settimana, grazie a funzioni come le prenotazioni online, le campagne SMS ed email, la scheda servizi online. Utili accorgimenti che consentono di eliminare tutte le attività non urgenti, per guadagnare tempo prezioso.

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