Salute Mentale nell'era digitale: problemi e opportunità

la salute mentale nell'era digitale

Visto che questo è uno degli argomenti più discussi dell'ultimo periodo, vogliamo provare, nel nostro piccolo, ad analizzare problematiche, sviluppi e strumenti riguardanti questo tema, nell’ottica ormai attualissima della digitalizzazione e dell’E-Mental Health (la "salute mentale digitale").

Salute Mentale ed Era Digitale: gli sviluppi attuali

Mai come in questo periodo pandemico (o post-pandemico: al momento il confine tra i due termine è alquanto labile, come sanno bene molti professionisti della salute) la tematica della salute mentale è, per la prima volta nel nostro Paese ma non solo, finalmente al centro di dibattiti e discussioni nell’ambito della politica, dei grandi investimenti (statali, sovranazionali e privati) e del dibattito medico-scientifico. La pandemia, in effetti, non ha “creato” nulla di nuovo, tuttavia ha certamente contribuito ad acuire (o forse solo a svelare in maniera più evidente) una crisi piuttosto diffusa del benessere psicologico.

Questo breve articolo non pretende di offrire un punto di vista unitario né tantomeno “originale” sulla questione, ma è pensato come una serie di spunti per fornire ulteriori riflessioni sulla salute mentale nell’era digitale.

Partiamo dunque con una domanda fondamentale: le nuove tecnologie sono causa di problemi o non lo sono oppure, addirittura, sono la soluzione che molti auspicavano? Forse la verità sta nel mezzo...

Strumenti digitali: sono parte del problema… 

L’utilizzo in costante crescita delle tecnologie digitali nella vita quotidiana ha senza dubbio creato dei cambiamenti nel modo di comunicare più di qualunque altra rivoluzione tecnologica dei passati decenni. Ciò naturalmente ha comportato tutta una serie di effetti (sia negativi che positivi) su milioni di italiani, in particolare giovani (ma non solo).

Parlando degli effetti negativi, non possiamo evitare di menzionare una serie di disturbi e disagi mentali derivati dal mondo digitale: tra questi, oltre al fenomeno inquietante del cyberbullismo tra i giovanissimi, non possiamo non citare la dipendenza da Internet (o Internet Addiction Disorder), riconosciuta ormai nel DSM-5 da diverso tempo, lo stress da tecnologia o “tecnostress”, il cosiddetto “Gaming Disorder”, e il disturbo noto come sindrome da disconnessione, o nomofobia, che seppur non riconosciuto formalmente, è ultimamente oggetto di studio e dibattito.

A ciò si aggiunge il quantitativo sempre maggiore di contenuti “fake” (spesso di natura complottista, allarmista e persino violenta) di cui è inondata la rete. Chi legge probabilmente si sarà trovato di fronte a pazienti “scettici nei confronti della scienza” e in particolar modo della medicina e della psicoterapia anche per colpa di contenuti non verificati e non veritieri, ormai diffusi in modo capillare su blog e pagine a tema complottista, che sicuramente vanno aggiunti al quadro problematico del mondo digitale in relazione alla salute mentale. Con la pandemia, naturalmente, l’aumento del tempo forzatamente speso di fronte a smartphone e PC ha contribuito ad aumentare questi disturbi e problemi.

Per dare un quadro ancora più completo, solo un paio di anni fa, nell’ambito dei suoi rapporti sulla salute mentale dei giovani, l’Ocse ha diffuso lo studio Young People’s Mental Health in the Digital Age - Shaping the Future, effettuato in tutti i Paesi dell’Unione Europei. Il 61% dei quindicenni, secondo la ricerca, non ha una piena consapevolezza della quantità di tempo impiegato per l’utilizzo dei dispositivi digitali e più della metà (54%) ha riferito di sentirsi male davanti all’impossibilità di connettersi ad internet.

…O della soluzione? La E-Mental Health


Tuttavia, c’è un altro lato, probabilmente più importante, che non possiamo tralasciare e che, invece, può rivelare ottimi strumenti e alleati per chi si occupa di psicologia, psicoterapia e psichiatria.

Anche in questo caso, la pandemia ha funto da cartina tornasole per l’efficacia e la necessità di strumenti digitali per far fronte a nuove problematiche connesse al mondo della salute e della medicina in generale e, in particolare, a quello della salute mentale.

Nell'ambito della salute mentale, come anche in altre branche (per esempio, la scuola e la didattica), è stato cruciale il supporto delle tecnologie, al punto che ormai si sta sviluppando un concetto di E-Mental Health, salute mentale digitale, sia in ambito legislativo che scientifico. In poco più di un anno, dagli Stati Uniti all’Europa, gli investimenti milionari – pubblici e privati – profusi nell’area della Digital Mental Health, non sono mai stati così ingenti. Siamo solo agli inizi e nulla sarà più come prima.

Salute Mentale Digitale: strumenti, esempi e sviluppi

Un esempio pratico che possiamo citare senza timore è stato quello del servizio di Consulenza Online di MioDottore, pensato appunto per venire incontro alle esigenze di dottori e professionisti della salute che non potevano incontrarsi fisicamente con i propri pazienti durante il periodo critico della pandemia.

Si è rivelato uno strumento di enorme successo e, ad oggi, moltissimi dottori e, nello specifico, psicoterapeuti, psicologi e psichiatri usano la Consulenza Online per raggiungere quei pazienti che non hanno bisogno, necessità o modo di recarsi in studio di persona, garantendo così un importante supporto ai propri assistiti e la continuità terapeutica. Molti pazienti (magari residenti in aree distanti dallo studio del professionista di riferimento oppure colpiti da altre problematiche che ne limitano gli spostamenti) dichiarano di utilizzare prevalentemente questo sistema anche ora che le restrizioni sono in buona parte terminate.

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Digital Mental Health: alcuni esempi virtuosi in Europa e nel mondo


Spostandoci in ambito internazionale, non mancano sviluppi nel campo dell’assistenza digitale anche ai più piccoli: in ambito europeo, citiamo per esempio l’impatto positivo di piattaforme e tecnologie digitali dedicate alla psicologia e psicoterapia infantile come ad esempio la polacca Dromnibus, una App che mette in pratica i concetti dell’Applied Behavior Analysis, usando contenuti ed esercizi interattivi per aiutare i bambini con disordini dell’apprendimento e del comportamento, e la spagnola Braingaze, la startup che punta sulla semplificazione della diagnosi dei disturbi dello spettro autistico.

Grazie alla tecnologia che ha implementato, Braingaze consentirebbe di identificare precocemente i disturbi dello spettro autistico tramite l’analisi dei micromovimenti oculari, allo scopo di attuare un intervento tempestivo.

Inoltre, segnaliamo innovazioni meno strettamente terapeutiche ma comunque potenzialmente interessanti sotto il profilo del benessere mentale, come quelle intraprese dalla tedesca Meditopia, una delle app di autoaiuto più scaricate in questo biennio, che offre ai propri utenti moltissimi contenuti personalizzati, tra meditazioni, canzoni, discorsi e podcast, disponibili in diverse lingue.

Gli USA restano per ora il Paese maggiormente all’avanguardia sotto questo profilo: le realtà nordamericane hanno concepito servizi digitali generalisti di supporto psicologico a distanza di ottimo successo sono molteplici, e tra queste ricordiamo ad esempio Alma ed Headway.

Vantaggi degli strumenti di E-Mental Health 

In generale, possiamo riconoscere diversi vantaggi nell'approccio a strumenti digitali nell'ambito dell'E-Mental Health. Tra questi, citiamo: 

  • Un maggior coinvolgimento del paziente: ciò avviene in particolar modo nel caso di diverse app che ricordano al paziente di ricordare i suoi appuntamenti con lo specialista di riferimento, ma anche di controllare o registrare le proprie condizioni di salute, nonché di mantenere una comunicazione più efficace e continuativa con il proprio specialista tra un appuntamento e l'altro.
  • Una prevenzione più immediata e capillare: le informazioni online su queste tematiche sono ormai di facile accesso e ciò può incoraggiare molti pazienti a prendere atto della propria condizione e della necessità di chiedere aiuto a un professionista.
  • Un abbattimento di diversi ostacoli all'accesso alle cure: abbiamo già parlato di come vi siano strumenti di telemedicina e consulenza online, anche in Italia, che aiutano a raggiungere il proprio terapeuta anche a distanza, abbattendo questo genere di ostacolo. Oltre a ciò, almeno in una prima fase, la possibilità di cercare un professionista online (dunque in forma, se non anonima, quantomeno più discreta) aiuta molti a superare quello che purtroppo è uno stigma sociale ancora presente (per quanto fortunatamente meno presente di prima).

    Questi aspetti sono spesso ancora sottovalutati, ma sono destinati ad avere un impatto sempre maggiore sia nel settore privato che, in un secondo momento, in quello pubblico.

Salute mentale e tecnologia: un legame indissolubile?

Cosa ci riserva dunque il futuro, in ambito di rapporto tra tecnologia e salute mentale? Sappiamo che le innovazioni di ogni tipo portano con sé un pesante bagaglio di problemi e di opportunità.

Partendo dall’assunto che indietro, ormai, piaccia o meno, non si può tornare, possiamo al contempo affermare che se da un lato il pubblico va reso più consapevole degli impatti psicofisici e sociali negativi potenzialmente causati dalla tecnologia, dall’altro queste medesime innovazioni sono, forse, la chiave per fornire le soluzioni per alcuni dei problemi di cui sono anche in parte portatrici, e molti altri ancora.