mag 9, 2022

Tutela della privacy e sanità digitale: cosa sapere

La necessità del settore sanitario di proteggere i dati sensibili dei propri pazienti può influire notevolmente sull’evoluzione della digital health, migliorando l’organizzazione del settore sanitario e aumentando la visibilità e la fiducia per medici e strutture sanitarie. Ma cosa c’è da sapere sulla tutela della privacy nella sanità digitale?

Privacy e app mediche

Tutela della privacy e digital health: tutto ciò che c'è da sapere

Inutile negarlo: la nostra epoca è regolata dalla tecnologia e dalla presenza su Internet di ogni servizio utile nella nostra vita quotidiana, e il settore sanitario non fa eccezione.

Dall’avvento della pandemia in poi, in particolar modo, i pazienti utilizzano nuovi strumenti per soddisfare le esigenze della medicina digitale. C’è stato un progressivo aumento dell’utilizzo di app mediche che siano semplici da utilizzare, veloci ed efficaci sia per i pazienti che per i dottori

Anche i professionisti del settore hanno ottenuto diversi vantaggi dall’utilizzo di questi nuovi gestionali, grazie a un aumento esponenziale della propria pazientela dovuto a una maggiore visibilità e, in diversi casi, una migliore organizzazione del proprio lavoro.

Con la medicina digitale - anche conosciuta come digital health - siamo andati incontro a una vera rivoluzione che ha portato innumerevoli trasformazioni che è stata il trampolino di lancio per la proliferazione di piattaforme digitali sanitarie sempre più veloci ed efficienti, grazie alle quali oggi basta un semplice smartphone per poter prenotare una visita online, consultare le cartelle cliniche e rispondere alle domande dei propri pazienti.

Tuttavia, con le sue nuove possibilità di assistenza e la presenza delle cartelle cliniche virtuali aumentano anche le sfide legate alla tutela della privacy.

Con le tecniche moderne di analisi dei dati e l’impiego di tecnologie come intelligenza artificiale e machine learning, la proliferazione delle informazioni è diventata un problema reale sia per il personale sanitario che per i pazienti. Dunque è possibile proteggere i dati delle persone? E se sì, come?

La tutela della privacy nella sanità digitale mira a proteggere e tutelare i dati sensibili dei pazienti. Ciò accade perché, anche se queste informazioni sono protette, potrebbero esserci dei parametri rivelatori che ne compromettono la privacy.

Privacy sul web: come mantenerla con le app di digital health

Oggi esistono diverse regolamentazioni che riguardano la tutela della privacy, come ad esempio la GDPR, ovvero la General Data Protection Regulation che si occupa di proteggere i dati dei pazienti e dei professionisti del settore sanitario. In Europa, infatti, la Carta Europea dei Diritti Umani prevede il rispetto di tutti i dati a carattere personale, e se i gestionali medici - che utilizzano quotidianamente un ampio volume di dati riguardanti i pazienti - non rispettano il GDPR è possibile andare incontro a diversi problemi legali.

Ma quali sono gli elementi etici, legali e medici che sono presi più spesso in esame riguardo il trattamento dei dati personali?

  • Inaccuratezza dei dati
  • Invisibilità: come vengono trattati i dati dei pazienti?
  • identificabilità: anche se anonimi, potrebbe ancora essere possibile identificare il paziente
  • commerciabilità dei dati;

Tutti questi parametri, se non adeguatamente rispettati, possono compromettere la privacy dei pazienti. Nel caso di traffico illecito di dati, infatti, è possibile andare incontro a diversi rischi di natura legale (con sanzioni anche piuttosto salate) e danni d’immagine che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla propria vita professionale. 

Cosa ne pensano i pazienti della tutela della privacy?

La protezione dei dati è stata spesso riconosciuta come uno dei fattori determinanti per successo di molte istituzioni che hanno spostato il loro raggio d’azione anche sul web, tra cui il settore sanitario. La sua importanza è stata sottolineata soprattutto in relazione all'inserimento delle informazioni personali. In un contesto di assistenza sanitaria dove le persone tendono a condividere informazioni particolarmente sensibili e hanno bisogno di fare affidamento sui medici per questioni importanti e personali, tutelare la privacy deve essere uno dei fattori imprescindibili dei gestionali medici

Diversi studi hanno analizzato le preferenze e le opinioni delle persone circa la condivisione dei dati personali nella sanità digitale. I risultati sono stati quasi unanimi: la maggior parte delle persone è restia a voler condividere i propri dati personali con i tool di digital health proprio perché temono di non essere tutelati nella loro privacy.

Più della metà degli intervistati, infatti, non solo è poco propensa a condividere le proprie informazioni sanitarie, ma anche qualsiasi altro dato personale, in particolare la localizzazione e i dati finanziari.

Naturalmente, una maggiore tutela della privacy in questi casi potrebbe invogliare i pazienti a condividere i propri dati; infatti, vi sono anche ulteriori studi che hanno confermato che i pazienti sono più propensi a condividere i propri dati quando sanno che la loro privacy viene salvaguardata.

Come ottimizzare la tutela della privacy

Le nuove regolamentazioni europee per garantire la sicurezza della privacy possono operare su più fronti. In primis, per limitare i rischi della proliferazione dei dati, i gestionali medici dovrebbero implementare soluzioni che si occupino di tutelare la privacy dei pazienti; se, ad esempio, questo strumento rispetta le norme del GDPR, è possibile avere informazioni chiare e adeguate su come vengono trattati e tutelati i dati degli utenti, dimostrandone la conformità legale.

Specialmente in ambito di digital health, infatti, è necessario filtrare le informazioni che garantiscono la privacy in base al tipo di soluzione che si sta utilizzando. Nelle app per la gestione di patologie più sensibili, per esempio, potrebbe essere adeguato implementare l’utilizzo di una password, o impedire la localizzazione.

Per le policy di queste piattaforme, invece, sviluppatori e ricercatori devono ridurre il più possibile la raccolta di dati sensibili, a meno che non sia strettamente necessario.

E per quanto riguarda il consenso dei pazienti? In tal caso, l’utente deve essere pienamente informato ed è necessario sviluppare dei disclaimer sulla privacy che siano di facile comprensione anche per chi non è pratico di alfabetizzazione digitale o chi presenta disabilità come cecità o disturbi dell’udito.

I nuovi gestionali e app del settore sanitario hanno portato innumerevoli vantaggi non solo per i pazienti, ma anche per il personale sanitario. In questo modo il lavoro diventa più facile e veloce e si può accentrare la maggior parte del lavoro su un’unica piattaforma. Che si tratti di prenotazioni online, gestione dell’agenda ottimizzata, chat tra medico e paziente, consultazione di cartelle cliniche online e molto altro, non vi sono dubbi in merito al fatto che utilizzare queste piattaforme sia vantaggioso per medici e strutture sanitarie.

È il caso delle app gestionali mediche che hanno spopolato negli Stati Uniti, come Doctor on Demand - uno dei tool gestionali maggiormente diffusi per prenotare a distanza una visita da uno specialista - o MDLIVE, che consente ai propri utenti di poter usufruire di tutte le agevolazioni dell’assistenza sanitaria americana, tutto nel rispetto della privacy del paziente.

Nella nostra penisola, invece, pur non avendo il problema dell’assistenza sanitaria è stato necessario implementare nuove soluzioni tecnologiche per venire incontro ai requisiti e le necessità della medicina digitale senza compromettere la tutela della privacy dei pazienti. In Italia, invece, è possibile utilizzare il gestionale di MioDottore: con questo strumento GDPR compliant è possibile garantire al 100% la privacy dei pazienti che si rivolgono ai professionisti e alle strutture sanitarie secondo le norme del GDPR. Si tratta di uno degli scopi fondamentali di questo strumento, in quanto la diffidenza generale può ridurre la disponibilità dei pazienti ad accettare l'accesso e l'uso delle app mediche con i propri dati personali, ed è stato sottolineato che il rispetto delle policy è un aspetto fondamentale per un uso efficace delle cartelle cliniche elettroniche e di altre informazioni sanitarie archiviate su cloud.

In conclusione

Il consenso generale nella capacità dell'assistenza sanitaria di proteggere i dati sensibili dei pazienti sta aumentando esponenzialmente nel corso degli ultimi anni. In questo caso, dunque, è essenziale adoperare un tool di gestione del proprio database di pazienti che sia sicuro e trasparente per le privacy policy. In questo modo, le persone sono più disposte a lasciare che i loro dati vengano utilizzati anche senza leggere direttamente il consenso informato, il che si traduce con:

  • Maggiore visibilità da parte di potenziali pazienti
  • Minor rischio di problematiche legali legate alla diffusione di dati sensibili
  • Migliore organizzazione del lavoro

Rimane quindi essenziale promuovere il rispetto e l’utilizzo delle norme del GDPR per poter apprezzare i vantaggi che la digitalizzazione rende possibile tramite un migliore accesso e utilizzo dei dati nel settore sanitario.